Qui ripongo i miei pensieri, in forma scritta, frutto dell'incontro e scontro culturale con altre persone che ho avuto modo di incontrare nella mia vita. Forse per tutti non avranno un senso logico, ma esprimono in parte ciò che sono nel mio quotidiano divenire.
1/10/2019 (su Twitter)
Fioramonti e il Crocifisso
Sarebbe ora che si superasse quello strano concetto di laicismo che da questi personaggi viene spacciato per laicità. La cultura laica è tale se arricchisce, non se impoverisce, togliendo o tagliando le radici della nostra identità culturale.
23/9/2019 (su FB)
Il tema del confronto:
« L’Italia è diventata un mercato di sfruttamento coloniale, una sfera di influenza, un dominion, una terra di capitolazioni, tutto fuorché uno stato indipendente e sovrano. […] Quanto più la classe dirigente ha precipitato in basso la nazione italiana, tanto più aspro sacrificio deve sostenere il proletariato per ricreare alla nazione una personalità storica indipendente. »
A. Gramsci, “Italiani e cinesi”, 18 luglio 1919
Per diversa sensibilità abbiamo focalizzato la nostra attenzione su una delle due parti dello stesso discorso. Io mi sono concentrato su questa: «L’Italia è diventata un mercato di sfruttamento coloniale, una sfera di influenza, un dominion, una terra di capitolazioni, tutto fuorché uno stato indipendente e sovrano», tu sulla questione che emerge nel seguito del discorso. Sull'interpretazione delle azioni politiche dei vari rappresentanti presenti nel panorama politico italiano non ho una visione comune alla tua. Per esempio, non metterei mai insieme Fassina e Rizzo. Del primo, dopo averlo visto dare la fiducia all'attuale governo non nutro politicamente stima. Di Rizzo invece nutro grande stima, perché almeno a parole dimostra una grande coerenza. Vedremo se agli atti sarà tale o si trasformerà in un Fassina qualunque. Riguardo alle politiche degli esponenti ufficialmente posti a dx sono in attesa di azioni a conferma della loro intenzioni. Per ora li vedo più orientati al sociale di tante altre forze politiche. Riguardo alla patrimoniale, non essendo io un comunista la ritengo un obbrobrio sociale. Io concepisco la società come il luogo della libertà mediata di tutte le parti sociali. Nella mia visione di società devono esserci tutti, anche i ricchi (possibilmente tali per merito). Per i poveri lo Stato deve garantire la possibilità di uscire dalla loro condizione, offrendo istruzione e possibilità di lavoro (pubblico o privato) senza porli in condizione di dipendenza prolungata da sussidi che in realtà servono a mantenerli nelle condizioni di inferiorità, creando un circolo vizioso dove è impossibile moltiplicare i propri talenti. Per concludere, spero mi perdonerai se questa sintesi ti apparirà assai povera e utopica ma analisi più approfondite richiedono altri contesti e dati che in questo momento mi appaiono fuori luogo.
Riguardo alla lega e al giudizio di Fusaro, è chiaro che lui la pone a destra. Lui per indole e formazione è orientato al comunismo. C'è da dire che nella sua analisi spesso dimentica di ricordare che di anime la lega ne ha due: una primitiva, figlia dell'ordoliberismo austroungarico che in spirito coloniale le ha permesso una certa fortuna economica (sviluppo del nord-est dopo adesione alla ue) ma non politica; l'altra, la più nuova, la lega nazional-salviniana che è maggioritaria, quella che ha fatto cadere il precedente governo, che ha un anima (prendo in prestito) molto interclassista. La lega di Salvini vede in Borghi e sopratutto in Bagnai le anime ideologiche. Le due anime (vecchia e nuova) chiaramente devono essere tenute insieme, per diversi, motivi facilmente comprensibili. Ne sintetizzo due: uno di tipo economico, essendo il nord-est l'attuale area di trazione dell'economia italiana. Uno di tipo politico: se vuoi liberare l'Italia dal giogo ordoliberista e fascista (€) devi avere dalla tua parte anche la classe industriale del paese.
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